Oltre ai più comuni e meglio conosciuti parassiti intestinali, i gatti possono essere soggetti a infestazioni da parte di piccoli vermi chiamati comunemente strongili bronco-polmonari.

I gatti si infestano attraverso l’ingestione di chiocciole che veicolano la larva infestante o mangiando piccole prede come topi, uccelli, lucertole, etc. a loro volta parassitati. L’istinto predatorio e la possibilità di cacciare fanno si che i gatti che vivono all’esterno abbiano maggiore probabilità di infestarsi. Gli antiparassitari ai dosaggi e modalità di somministrazione utilizzati per le parassitosi intestinali possono non essere sufficienti a debellare gli strongili.

Questi parassiti si localizzano nei bronchioli e negli alveoli polmonari e possono dare segni clinici molto variabili che dipendono dal numero di parassiti che infestano il gatto, passando da apparente assenza di sintomi a segni clinici di tracheo-bronchite più o meno gravi come tosse, rantoli e difficoltà respiratorie accompagnati talvolta da dimagramento e depressione. Inoltre gatti che non mostrano sintomi potrebbero, in corso di procedure chirurgiche non rischiose (es. sterilizzazioni), andare incontro a pericolose complicazioni.

Solo il ritrovamento dei parassiti attraverso esami specifici delle feci è in grado di distinguere una parassitosi da strongili da un problema tracheo-bronco-polmonare di diversa origine. L’eventuale ritrovamento delle larve consentirà di istituire la corretta terapia.

 

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